Immagina un futuro non troppo lontano: il 2076. Un domani in cui forme di vita e risorse fondamentali per la sopravvivenza sulla Terra sono diventate reperti di un passato ignorato: tracce di un’epoca in cui si è scelto di non intervenire sulle cause della crisi climatica nonostante le soluzioni fossero già disponibili.

È da questa visione che prende forma GEA 2076 – Ricordi dal futuro, la nuova installazione dell’artista Alessandro Calizza realizzata per Greenpeace Italia: una macchina del tempo narrativa che ci proietta in avanti di cinquant’anni per mostrare come gli effetti del cambiamento climatico e dell’inerzia dei governi si siano aggravati fino a generare una realtà distopica e allarmante

Non fantascienza, ma il racconto di un futuro possibile – e già annunciato – che invita a riflettere sulle scelte da compiere oggi per scrivere un domani diverso.

Il calendario di Gea 2076: dove e quando

  • Roma, 10-12 aprile – Piazza San Cosimato (dalle 10:00 alle 20:00) –

    L’inaugurazione della mostra si svolgerà in presenza della Direttora esecutiva di Greenpeace Italia, Chiara Campione, e dell’artista Alessandro Calizza. In occasione dell’apertura della mostra, Greenpeace Italia diffonderà anche i dati sui costi della crisi climatica nel Lazio. Scopri tutti gli eventi che si terranno a Roma
  • Padova, 17-19 aprile (nell’ambito della Padova Climate Action Week)
  • Bari, 22-24 maggio

Ingresso gratuito

N.B. piazze e orari sono in via di definizione e verranno comunicati appena possibile.


Gli eventi

Roma

1) Sabato 11 aprile (dalle 11.00 alle 18.00) – Piazza San Cosimato Roma
“L’arca verde parte alle 18.00”

In collaborazione con la libreria Tic – Libri e cose fantastiche si terrà il laboratorio per bambini dai sei anni in su dal titolo “L’arca verde parte alle 18.00”: tra pennelli e colori, i piccoli partecipanti riempiranno una simbolica arca proiettata nel futuro con tutto quello che non vogliono lasciare indietro.

N.B. consigliati abiti da lavoro: i colori (atossici) utilizzati possono macchiare i vestiti.


2) Domenica 12 aprile (dalle 18.30 alle 20.00) – Piazza San Cosimato Roma
Senza Parole Live (in collaborazione con la redazione di Scomodo)

L’incontro pubblico, moderato da Alessia Sarrica (Scomodo), sarà l’occasione per discutere di ecoansia e spazi da abitare, tra diritto alla casa, città troppo strette e necessità di spazi verdi, e vedrà la partecipazione di Carla Mastrantonio, segretaria nazionale di SPI CGIL, Annalisa Metta, Professore Ordinario di Architettura presso l’Università di Roma Tre, Flavia Sorichetti, architetta e redattrice di Scomodo, Simona Abbate, campaigner Clima di Greenpeace Italia, e dell’autore e fumettista Alec Trenta che realizzerà illustrazioni (live drawing) durante l’evento.

N.B. tutti gli eventi sono in via di definizione e verranno comunicati appena possibile.

Il percorso espositivo: tre spazi per leggere la crisi climatica

L’installazione-museo si comporrà di tre diverse aree che, attraverso un percorso espositivo, racconteranno:

  1. L’Inerzia del Profitto, che esplorerà gli effetti della crisi climatica e il modello di sfruttamento che l’ha provocata
  2. L’Anatomia dell’Ingiustizia, focalizzata sulle responsabilità delle grandi aziende del petrolio e del gas
  3. Il Paradosso di Gea, una riflessione sulle soluzioni per fermare la crisi climatica e scongiurare gli scenari peggiori

Questi spazi racconteranno non solo le cause e le responsabilità della crisi climatica, ma anche e soprattutto la concreta possibilità di un cambiamento di rotta.

La crisi climatica è già realtà

La mostra si inserisce in un contesto in cui la crisi climatica non riguarda più solo il futuro o aree lontane del pianeta. Anche in Italia gli eventi estremi – ondate di calore, alluvioni, siccità e fusione dei ghiacciai – stanno modificando territori, economie locali e condizioni di vita delle comunità. Gli impatti sono ambientali, sanitari e sociali, e comportano costi crescenti in termini di vite umane, perdita di biodiversità e danni produttivi.

Eppure la percezione pubblica della gravità della situazione è spesso attenuata dall’influenza delle industrie dei combustibili fossili e dal diffondersi di pratiche di greenwashing che rallentano la messa in atto di politiche efficaci per una transizione ecologica basata sulle fonti rinnovabili. 

Dopo il documentario Il prezzo che paghiamo sulle responsabilità climatiche delle aziende fossili e la mostra E ora chi paga? che ha esposto gli oggetti simbolo di vite distrutte, recuperati in aree colpite dalle alluvioni, GEA 2076 – Ricordi dal futuro si propone come uno spazio di consapevolezza collettiva: un invito a interrogarsi sulle scelte di oggi per evitare che un futuro catastrofico annunciato diventi realtà.